sabato, aprile 7
Recensione | MDNA (Deluxe Edition)
Ok, ci siamo. Niente più stronzate e niente più prese in giro. Finalmente ho deciso di mettermi giù e dare una mia spassionata, ma moolto tardiva, recensione di MDNA, l'ultima "fatica" di Madonna. Ho voluto specificare e sottolineare tra parentesi perchè non so nemmeno se può considerarsi fatica, per lo meno non una di quelle estenuanti e distruttive.
Parto dal dire che Madonna è la mia artista preferita e potrei parlare ore ed ore di lei elogiandola, ma sono qui per analizzare questo suo prodotto, che di suo ha molto poco. Quindi iniziamo.
Girl Gone Wild: pessima, pessimissima, scelta per IL secondo singolo. Probabilmente una delle canzoni più deboli e insipide dell'intero album. Dopo la scelta di Give Me All Your Luvin' come apripista, doveva puntare su una delle perle dell'album, non su questa. Certo è divertente, è radiofonica, è accattivante, ma di Madonna non c'è nulla, solo la voce ultramodificata. Voto: 6
Gang Bang: qui si inizia a ragionare. God bless William Orbit. Spettacolare, epica, beat martellante, testo forte; questo voglio da Madonna, questo è quello che mi esalta. Orbit la capisce perfettamente e si sente. Cinque minuti di perfezione: i suoni usati sono perfetti e sono perfettamente collegati tra di loro, il bridge in dubstep è uno dei migliori mai inseriti in un brano pop, poco inferiore a quelli prodotti dai migliori produttori di dubstep. Questo sarebbe stato un secondo singolo perfetto, sicuramente non avrebbe fatto molto bene radiofonicamente parlando, ma avrebbe veramente meritato. Voto: 9
I'm Addicted: questa è una delle quasi-perle dell'album. Brano dance, fortemente dance e ci piace. Ha al suo interno un crescendo spaventoso, che da una carica inaudita. Il testo in alcuni punti è semplicistico, ma stiamo pur sempre parlando di un album pop quindi è accettabile. Forse dalla preview mi aspettavo qualcosa di più, ma non delude questa traccia, anche qui probabilmente non si sarebbe fatto un passo falso per un secondo singolo. Voto: 8
Turn Up The Radio: qui si apre la parentesi Martin Solveig. Altra canzone forte, questa volta molto radiofonica e spensierata, spero proprio in una grande hit estiva. Canzone carina, ma il bridge è stato tirato troppo per le lunghe, almeno durante i primi ascolti si ha questa sensazione, che svanisce dopo poco. C'è poco da dire, qui la produzione di Martin non delude, ma nemmeno colpisce. Volto: 7/8
Give Me All Your Luvin': singolo apripista, scelto anche per la performance al Superbowl. Tra tutte le canzoni dell'album questa è quella che si addice di più all'evento, ma lì doveva restare, un buzz single al massimo. Madonna volveva un singolo perfetto per il Superbowl e ha trovato il suo produttore in Martin Solveig, ecco, lì doveva terminare il rapporto musicale tra i due. Nicki Minaj e M.I.A. aiutano molto a mio parere nonostante le loro parti siano molto ridotte. Voto: 6
Some Girls: questa canzone non eccelle certamente per fantasia di testo, anche se inizia a riapparire Madonna, non la voce ovviamente che anche qui è oltremodo modificata. La cosa che colpisce è la scelta dei suoni, che ricordano molto quelli del Dj e produttore Zedd, veramente ottimo e meritevole. Madonna qui si vuole distanziare dalle Some Girls, così a caso proprio, e lo fa con un buon brano a mio avviso. Voto: 7
Superstar: probabilmente aggiunta solo per la partecipazione nel coro della figlia di Madonna, Lourdes. Certo la canzone non è male, ma c'è veramente di meglio in giro per il mondo musicale. Il testo è buono, apparte i coretti "Uh la la", veramente da evitare. Tutto sommato è una canzone piacevole ed orecchiabile, che però passa benissimo inosservata. Voto: 6/7
I Don't Give A: è qui che Solveig stupisce, la canzone è veramente ottima, catchy, fresca e si sente la vera Madonna; il testo è ultradescrittivo e Madonna se la prende con il suo ex. Fondamentale la presenza di Nicki per il bridge in dubstep/elettronico. Mi piace un sacco e l'avrei vista benissimo addirittura per un primo singolo.Qui c'è un ritorno alla Madonna stripped di American Life, ma tutto innovato ed elevato ad un livello di classe (si capisce tutto anche se viene omessa la parola fuck). L'unica pecca è che il brano è tirato troppo per le lunghe alla fine. Voto: 8
I'm A Sinner: tutti i santi vengono chiamati a festeggiare la peccatrice Madonna ed il suo ritorno dopo quattro anni di silenzio. Mi sembrano quasi ovvi i richiami all'era Ray Of Light all'inizio. Poi però la canzone prende una piega unicamente pop, che non dispiace affatto. Come potrebbe, c'è Orbit alla produzione!! Secondo me potrebbe ottenere discreti risultati anche dal punto di vista radiofonico. Voto: 7/8
Love Spent: si è capito che amo la combinazione Ciccone/Orbit? Probabilmente è la mia canzone preferita dell'album. Un misto tra musica folkloristica, pop, elettronica. Anche il testo non delude ed è inaspettato, ancora una volta vengono osservati gli amori passati. C'è poco altro da dire su questa canzone, se non che DEVE essere un singolo e pretendo un video. Voto: 10
Masterpiece: tutti ormai la conosco e sanno quanto si bella questa canzone, sfortunatamente non ci dice molto con l'album. Soprattutto dopo il vero capolavoro dell'album, Love Spent, questa canzone perde molrissimo e stride con tutto il resto dell'album. Nonostante tutto rimane una canzone stupenda, soprattutto il testo. Voto: 7/8
Falling Free: classica ballata che conclude l'album, in questo caso la versione standard, e Madonna non si fa mancare nulla chiamando nuovamente Orbit. Il testo è meraviglioso e forte, quasi come se volesse contrastare con gli archi che suonano sotto. Veramente una ballata magica, ma anche qui mi manca qualcosa di Madonna, non lascia apparire molto di lei. Voto: 8/9
Beautiful Killer: la Die Another Day dei nostri giorni e secondo me avrebbe meritato un posto nella standard edition, magari al posto di Superstar. Certo anche qui nulla di nuovo, nemmeno dal punto di vista testuale, però prende molto e sale dentro. Poi vabbè alla fine lascia tutti a bocca aperta con il colpo di pistola. Voto: 8
I Fucked Up: evitabile canzone filler, non dice assolutamente nulla. L'unica cosa che fa risalire un po' la canzone è anche qui la fine, con quel 'or not' sussurrato. Voto: 5/6
B-Day Song: Madonna è anonima qui e riesce a trascinare nell'anonimato anche M.I.A., che al contrario speravo riuscisse a tirare su il concept delle canzoni dove è presente. Le sonorità anni '60 non dispiacciono, ma il testo è di una stupidità assoluta. Voto: 5
Best Friend: e con questa si conclude anche la versione deluxe, con un canzone che lascia un sapore amaro in bocca. Mi piace un sacco, sia per il ritmo incisivo, sia per il testo forte. Veramente un ottimo modo di concludere questo prodotto. Voto: 7/8
Si conclude così il materiale di quest'ultima era Madonnesca, e rimangono solo da tirare due somme. Madonna non vuole e non detta più regole con questo album, proprio come fece con Hard Candy, il problema è che qui si sente ancora di meno la presenza dell'artista: voglio dire nel precedente album c'erano canzoni come She's Not Me, che meritavano tantissimo. Qui Madonna si limita a far vedere la sua presenza tramite i testi e le innumerevoli autocitazioni, ma manca il suo tocco di intrattenitrice e stratega.
Sono arrivato ad una conclusione in parte ottimista. Madonna con questo album, il primo con la Interscope, ha voluto far sapere a tutto il mondo che lei c'è ancora e che sa ancora cavarsela alla grande; è un album fatto apposta per accontentare tutti e ci riesce, ma con del materiale di qualità mediocre.
Detto tutto questo credo che non passerà molto prima che arrivi del nuovo materiale, e probabilmente del materiale di spessore e forse anche innovativo, con MDNA Madonna vuole che la gente torni a parlare di lei per poi colpire tutti con le sue mosse future.
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